Stalking: la ex sceglie il ritiro della querela

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ritiro querela stalkingNel giugno dello scorso anno era stato condannato per il reato di stalking a 4 mesi e 10 giorni di reclusione, più il pagamento delle spese processuali, 5 mila euro di risarcimento alla parte offesa oltre ad altri 2 mila per spese di costituzione e difesa. Ieri, il folgaretano Tiziano Togni, assistito dal suo avvocato, il legale trentino Nicola Stolfi, è comparso davanti ai giudici della Corte d’appello per un’udienza che si è conclusa con una sentenza di non luogo a procedere per remissione di querela. In questi mesi, infatti, Togni e la ex moglie, che lo aveva accusato di una lunga serie di comportamenti «ingiuriosi, minacciosi, vessatori e persecutori», hanno trovato un accordo che ha portato ad una transazione in sede civile e alla remissione di altre reciproche querele.

I due ex coniugi, insomma, la cui relazione era finita dopo 23 anni, hanno definitivamente sotterrato l’ascia di guerra. Ma ieri non è stato semplice, come i profani sarebbero portati a credere. Il sostituto procuratore generale Giuseppe Maria Fontana s’è opposto al ritiro della querela, ricordando che in materia di stalking la legge prevede che la querela sia irretrattabile, se non in fase processuale. Questo, ovviamente, per evitare che la vittima non possa prendere questa decisione dietro pressioni o minacce. Interpretazione che l’avvocato Stolfi ha contestato, sottolinenando come la remissione della querela contro Togni fosse avvenuta di fronte ad un ufficiale di polizia giudiziaria e, quindi, di fatto, in sede processuale.

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Fonte: trentinocorrierealpi.gelocal.it

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