Ordinanza restrittiva per stalking: che cos’è e come ottenerla

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Le notizie di cronaca che raccontano di persone che subiscono abusi sono, purtroppo, all’ordine del giorno. Le donne sono le principali (ma non le sole) vittime di comportamenti aggressivi messi in atto molto spesso da persone a loro vicine come mariti, fidanzati, a volte anche padri. Quando si parla di comportamenti aggressivi non si vuole limitare il campo alle aggressioni fisiche: anche atti persecutori ripetuti e intrusivi, come minacce, pedinamenti, molestie, telefonate ricorrenti o attenzioni indesiderate (cd. stalking) sono comportamenti che vanno condannati e fermati il prima possibile. A tale scopo il nostro ordinamento mette a disposizione uno specifico strumento: l’ordinanza restrittiva. Ecco in cosa consiste e come ottenerla.

 ordinanza restrittiva

Che cos’è l’ingiunzione restrittiva?

L’ordinanza o ingiunzione restrittiva è un provvedimento restrittivo della libertà personale che può essere emesso solo su autorizzazione di un giudice cui sia stata avanzata una specifica richiesta. Lo scopo di tale provvedimento è quello di garantire la sicurezza a persone che dichiarano (e dimostrano) di essere state minacciate da una o più persone determinate. Tale provvedimento, infatti, proibisce allo stalker di avvicinarsi alla vittima o a luoghi da lei frequentati. L’identificabilità della persona da allontanare è fondamentale perché l’ordine restrittivo non può essere generico, ma deve essere emesso necessariamente nei confronti di una specifica persona. È possibile richiedere un’ordinanza restrittiva non solo in caso di minacce, violenze e stalking ma anche, ad esempio, in caso di violazione del domicilio.

Come fare per ottenere un’ordinanza restrittiva

Il procedimento per ottenere un’ordinanza restrittiva si basa su una richiesta, avanzata dalla persona in pericolo (o da un suo genitore qualora la vittima sia minore di 14 anni) alla polizia tramite la compilazione di un modulo cui andranno allegate tutte le prove delle molestie subite. È dunque fondamentale per ottenere la tutela in questione, premunirsi di prove, magari con l’aiuto di un’agenzia investigativa specializzata in indagini di stalking, delle attività poste in essere dal molestatore. A questo punto, salvo casi di straordinaria gravità e urgenza, verrà fissata la data di un’udienza in cui il giudice valuterà se, in base alle prove fornite dalla vittima, ci sono gli estremi per l’emissione di un’ordinanza restrittiva. In caso affermativo, l’ordinanza emessa acquisisce efficacia dal momento in cui viene notificata al soggetto in questione.

Ordine restrittivo: tipologie e distanza

Una volta stabilito che ci sono i presupposti per l’emissione di un’ordinanza cautelare il giudice dovrà stabilire che tipo di divieto di avvicinamento è più adatto al caso specifico. È, ad esempio, possibile vietare allo stalker l’avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa (come la sua abitazione, la scuola dei figli, il posto di lavoro ecc.) oppure concentrare il divieto sulla persona della vittima. In tale ultimo caso, dunque, lo stalker violerà l’ordinanza ogni qualvolta si troverà a una distanza dalla vittima inferiore a quella indicata nel divieto. La quantificazione di tale distanza spetta al giudice che la determinerà sempre basandosi sulle caratteristiche del caso specifico.

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