Molestie telefoniche: come riconoscerle e difendersi dallo stalking telefonico

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Le molestie telefoniche sono una specifica manifestazione di stalking. Questa parola anglosassone identifica comportamenti reiterati di tipo persecutorio, realizzati da un soggetto persecutore nei confronti della sua vittima. Tali comportamenti si concretizzano in una serie di condotte vessatorie, sotto forma di minaccia, molestia, atti lesivi continuati e tali da indurre nella vittima un disagio psichico e fisico e un ragionevole senso di timore. Questi atti persecutori finiscono per condizionare il normale svolgimento della vita quotidiana della vittima, ingenerando nella stessa un continuo stato di ansia e paura. La fattispecie delittuosa degli atti persecutori (c.d. stalking) è stata introdotta con il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, ed è prevista e punita dall’art. 612 bis c.p., nell’ambito dei delitti contro la persona e, più specificamente, tra quelli contro la libertà morale.

molestie telefoniche

Quando si può parlare di reato di Molestie telefoniche?

Sono da  ritenersi penalmente rilevanti quelle molestie e minacce che si rivelino una pressante intrusione della sfera individuale altrui, dal momento che la condotta idonea ad integrare la fattispecie di reato è “a forma libera”. In proposito, la sent. n. 20328/2010 della Corte d’Appello di Torino, confermata in sede di legittimità (Cass. Sez. V penale, sentenza 18 aprile 2012, n. 14997) ha formalmente dichiarato che le molestie idonee ad integrare la fattispecie delittuosa possono per l’appunto consistere in “reiterati contatti telefonici”.

Visto che la caratteristica fondamentale del reato di molestie telefoniche è data dalla reiterazione nel tempo, è necessario trovarsi di fronte a contatti telefonici ripetuti ed insistenti, che generino nella vittima uno stato di soggezione psicologica. I contatti devono essere quindi in un qualche modo duraturi e, ovviamente, indesiderati, sgraditi ed intrusivi, tanto da creare profonde situazioni di disagio, timore, ansia e paura nella vittima.

Come comportarsi se si è vittima di molestie telefoniche?

Lo stalking telefonico condiziona tutti gli aspetti della vita personale e professionale della vittima, dal momento che ne viola la privacy e ne limita la libertà. La vittima soffre uno stato di continuo stress psicologico, dato dall’angoscia e dalla paura per l’incolumità propria e dei propri cari, a causa della sensazione di continuo controllo da parte del molestatore.

È opportuno non sottovalutare gli effetti indotti dalle molestie telefoniche: solitamente porta gravi conseguenze quali disturbi d’ansia, del sonno, della concentrazione, ecc. Una diagnosi tempestiva consentirà di intervenire a supporto della vittima, allo scopo di limitare i danni procurati.

Risulta inoltre necessario sporgere denuncia per stalking telefonico alle Forze dell’Ordine, in merito agli episodi di minaccia e molestia, in maniera più tempestiva possibile, benché spesso accada che convenzioni sociali o familiari, coinvolgimento emotivo, paura di ritorsioni, pongano la vittima nelle condizioni di rinunciare ad avvalersi delle tutele garantitele dalla legge.

Denuncia per molestie telefoniche: cosa comunicare alle Forze dell’Ordine

Nel caso in cui si decida di procedere alla querela per molestie telefoniche nei confronti dello stalker, è necessario rivolgersi alle Forze dell’Ordine. Il compito di indagine di queste ultime può essere notevolmente agevolato tenendo presenti alcuni accorgimenti da espletare in previsione della denuncia, nella quale andrebbero forniti:

  1. Il numero telefonico del molestatore nel caso in cui quest’ultimo lo lasci visibile. Se utilizza più utenze per effettuare le chiamate, annotare tutti i numeri utilizzati.
  2. Data e ora delle telefonate: possono essere utili agli inquirenti al fine di confrontare i tabulati eventualmente richiesti alle compagnie telefoniche, soprattutto qualora lo stalker utilizzi numeri nascosti.
  3. Durata delle telefonate: anche essa è di aiuto nell’interpretazione dei tabulati, in più può essere un’indicazione indiretta della pesantezza della molestia telefonica.
  4. Contenuto delle telefonate: relazionare con precisione le molestie, le vessazioni, le minacce, le offese, per fornire al giudice tutti gli elementi utili a definire la fattispecie di reato di stalking.
  5. Registrazione delle telefonate: qualora sia possibile sarebbe importantissimo registrare le molestie telefoniche, per dotare il procedimento giudiziario di prove inconfutabili.

Sarebbe altrettanto importante anche farsi affiancare da professionisti specializzati in indagini su casi di stalking, un prezioso ausilio per raccogliere le prove utilizzabili in sede di giudizio.

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