Mobbing e Stalking: cosa sono?

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

mobbing e stalkingL’aggressività psicologica e la violenza morale sono fenomeni ampiamente studiati dal punto di vista psicologico già da tempo (Felson e Tedeschi, 1993).

All’interno delle organizzazioni e negli ambienti lavorativi queste problematiche hanno suscitato profondo interesse soltanto nell’ultimo ventennio grazie agli studi pionieristici di Heinz Leymann (1986,1990) sul mobbing. Medico e psicologo tedesco, è ritenuto il fondatore di questo ambito  di ricerca all’interno della psicologia del lavoro.

I ricercatori scandinavi (Einarsen,1994) sono stati infatti i primi ad occuparsi in modo sistematico dei disagi psico-fisici sul posto di lavoro al fine di tutelare il benessere dei lavoratori e per migliorarne la qualità della vita, ottenendo già nel 1993 in Svezia specifiche norme legislative in materia.

Mobbing e Stalking sono due fenomeni relativamente recenti che appartengono proprio alla categoria dei comportamenti negativi sul lavoro e che sono oggetto di numerose ricerche.

Questo articolo si propone di descrivere entrambi i fenomeni, cercando di cogliere le similitudini che li accomunano e le caratteristiche che li differenziano.

COS’E’ IL  MOBBING?

Il concetto di mobbing deriva dall’inglese. In origine veniva utilizzato per indicare un’aggressione collettiva ai danni di qualcuno, dal verbo inglese to mob , nel senso che la folla,  (cioè il mob),  si coalizza per sopraffare la vittima,  alleandosi allo scopo di eliminarla.

Non a caso il linciaggio in  inglese si definisce mob law. Il vocabolo mobbing è spesso usato anche dagli etologi per descrivere, in relazione al mondo animale, il comportamento di aggressione del branco nei confronti di un animale isolato.

Il mobbing non è una singola azione ostile,  ma è una strategia,  un attacco ripetuto,  continuato,  sistematico, duraturo (Ege, 2002).

Di solito, infatti la vittima del mobbing viene presa di mira da più persone (superiori,  colleghi e colleghe),  perseguitata e ridotta allo stremo delle forze.  Nel campo del lavoro il risultato viene raggiunto quando la vittima del mobbing cede le armi, ossia si dimette, lascia il posto di lavoro o viene licenziata.

Continua a leggere >

Fonte: ognisette.it

Photo by Mary Pickford

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Rispondi