Mobbing sul lavoro: quando diventa reato di maltrattamenti in famiglia?

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mobbing sul lavoro

Una specifica forma di reato di mobbing sul lavoro è prevista nel caso in cui la relazione tra datore e dipendente mobbizzato abbia carattere parafamiliare, ciò indipendentemente dal numero dei componenti l’azienda.

Spesso sul luogo di lavoro ci si sente un po’ come a casa. Ciò è tanto più facile quando si lavora in un ambito ristretto, non solo dal punto di vista dello spazio fisico, ma anche per il numero e la tipologia di relazioni umane che si vivono quotidianamente con i colleghi e i superiori.

Ma come nella famiglia, anche sul posto di lavoro può consumarsi la violenza, attraverso atti persecutori e discriminatori nei confronti del lavoratore: il cosiddetto mobbing.

Il mobbing, tuttavia, non è ancora riconosciuto dalla legge come specifica ipotesi di reato. Le condotte vessatorie e dequalificanti operate dal datore di lavoro ai danni del dipendente vengono così fatte rientrare, in molti casi, in fattispecie di volta in volta differenti, come la diffamazione, la violenza privata, l’abuso d’ufficio, la molestia.

Ci sono, poi, dei casi in cui le illecite vessazioni subite sul luogo di lavoro possono anche essere inquadrate nella specifica figura di reato di maltrattamenti in famiglia (altrimenti detto mobbing familiare) che, tra i vari casi, punisce chi maltratti una persona sottoposta alla sua autorità per l’esercizio di una professione o un’arte.

A riguardo, la Suprema Corte ha più volte ribadito un concetto abbastanza chiaro: affinché il mobbing possa inquadrarsi in questa figura di reato (appunto il “maltrattamento in famiglia”) occorre che i comportamenti siano stati tenuti nell’ambito di rapporti lavorativi caratterizzati da relazioni stabili e abituali, consuetudini di vita, soggezione (anche psicologica) e fiducia di una parte più debole rispetto all’altra che riveste una posizione di supremazia. Si pensi, ad esempio, al rapporto tra lavoratore domestico e padrone di casa oppure tra apprendista e maestro.

In parole semplici, perché possa realizzarsi in concreto il reato di maltrattamenti in famiglia anche sul posto di lavoro, è necessario che tale luogo abbia caratteristiche analoghe a quelle del contesto familiare: luogo che non è solo uno spazio fisico, ma anche di relazioni umane e di consuetudini.

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Fonte: laleggepertutti.it – Maria Elena Casarano

Photo by LaurMG
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