Misure anti-stalking: l’ammonimento è una soluzione

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anti-stalkingCodice penale alla mano il questore Domenico Savi, dopo avere snocciolato numeri e dati sulla violenza di genere a Reggio, si è soffermato sul reato di stalking e, in particolare, su una misura amministrativa, quella dell’ammonimento, «non sufficientemente conosciuta e probabilmente per questo non adeguatamente utilizzata pur essendo preziosa».

Se lo stalking, nell’ambito della violenza di genere, rappresenta un reato per tanti versi sfuggente e multiforme, è anche vero che sarebbe un grave errore sottovalutarlo. «Stalking – spiega il questore – è un termine che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, perseguitandola e generandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. In Italia le condotte tipiche dello stalking configurano il reato di “atti persecutori” (art. 612-bis), introdotto con il decreto legge del 23 febbraio 2009 poi diventato legge. Questa figura di reato – continua Domenico Savi – che viene sanzionato con pene che vanno fino a quattro anni di detenzione, è importante perché non dobbiamo dimenticare che i femminicidi sono quasi sempre preceduti da una serie di atteggiamenti vessatori che spesso portano a violenze importanti». Tradotto, sottovalutare certi segnali equivale a una mancata prevenzione. E a proposito di prevenzione, Savi sottolinea che «l’istituto dell’ammonimento può operare alla stregua delle altre misure di prevenzione di carattere amministrativo che figurano tra le competenze del questore».

Ma come funziona?

«Se la vittima – questo l’iter illustrato – non vuole presentare querela, può chiedere al questore di approfondire la situazione di persecuzione in cui si trova coinvolta. A questo punto il questore, dopo avere sentito la persona “accusata” e avere verificato la veridicità del racconto della vittima, può arrivare a formalizzare un ammonimento che è un invito allo stalker a non reiterare i suoi comportamenti se non vuole essere perseguito penalmente. Nel caso il reato sia reiterato, a questo punto non serve più la denuncia ma si procede d’ufficio. Inoltre, la misura dell’ammonimento se non rispettata porta ad applicare un inasprimento di un terzo della pena».

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Fonte: Gazzettadireggio

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