Come difendersi dal Mobbing Orizzontale

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Il mobbing orizzontale si verifica quando una serie di atti e comportamenti ostili e degradanti sono attuati, in maniera volontaria e costante, dai colleghi di lavoro della vittima, ovvero da persone che ricoprono, nell’azienda, uno stesso grado di potere della persona oggetto di mobbing.

Tali comportamenti persecutori e prevaricatori, come accade per i casi di stalking, possono essere riassunti ed esemplificati in Calunnie, dispetti, spregi, pettegolezzi, oppure relegando la vittima prescelta ai margini delle attività aziendali, escludendola dalle scelte e dalle relazioni interpersonali.

mobbing orizzontale

Cause e conseguenze del Mobbing orizzontale

Sebbene i rilievi statistici ci dicano che in Italia il fenomeno del mobbing sul lavoro risulti storicamente piuttosto circoscritto rispetto alla media europea, la crisi economica ed occupazionale vissuta in questi anni può portare ad un aumento esponenziale di questo fenomeno. Le difficoltà in ambito occupazionale aumentano la voglia di consolidare la propria posizione in azienda, favorendo un’insana competizione tra colleghi di pari livello, fino a sfociare in comportamenti molesti e persecutori, quindi mobbizzanti.

Le cause del mobbing orizzontale possono essere quindi legate alla competizione o all’invidia, ad esempio nei casi in cui la vittima viene considerata in possesso di maggiori capacità lavorative nel ruolo, e quindi di maggiori possibilità di carriera. La persona bersaglio di mobbing, dopo un primo periodo di sopportazione, può raggiungere una condizione di fortissimo stress che può portare a gravi conseguenze che finiscono per modificare il suo comportamento, e per portare a probabili conseguenze negative in ambito psicologico e sociale.

Mobbing Orizzontale: cosa dice la legge

Mentre alcuni Paesi europei (come ad esempio la Germania e i Paesi scandinavi) si sono dotati di una legislazione apposita contro il reato di mobbing orizzontale, in Italia non esiste una legislazione specifica che affronti il tema in questa sua branca specifica. Benché tuttavia sia possibile intentare una causa per mobbing orizzontale nei confronti dei propri colleghi di lavoro, non è semplice riuscire a costruire un quadro probatorio chiaro dei vari casi. Alcune recenti sentenze emesse dalla Corte di Cassazione hanno individuato alcune condizioni da soddisfare affinché la situazione in esame si possa annoverare nella fattispecie del mobbing. Alcune di queste sono le seguenti:

  1. è necessario dimostrare che i comportamenti vessatori siano consapevoli e voluti;
  2. gli episodi incriminati devono essere avvenuti sul posto di lavoro;
  3. Il comportamento deve essersi verificato regolarmente in un lasso di tempo, e non avere carattere occasionale;
  4. Bisogna dimostrare un’evoluzione della vicenda, che metta in correlazione i comportamenti dei colleghi e le conseguenze sullo stato di salute psichica e fisica subite dalla vittima.

Responsabilità del datore di lavoro

Una volta raggiunto il punto di maggiore pressione, l’individuo soggetto a mobbing orizzontale può addirittura maturare la decisione di licenziarsi dal lavoro. Per la legge italiana ogni datore di lavoro è tenuto a vigilare sui comportamenti dei suoi dipendenti e quindi anche garantire loro un’ottimale salute psicologica sul posto di lavoro. In caso contrario l’azienda può rispondere in fase di giudizio e trovarsi a dover corrispondere una somma a titolo di risarcimento danni a favore del lavoratore che abbia iniziato una causa per mobbing.

L’art. 2087 c.c. sostiene infatti che il datore di lavoro è soggetto per contratto a obblighi di protezione nei confronti del dipendente. Vale a dire che tra le sue responsabilità vi è quella di assicurarsi della salute e integrità psicologica dei dipendenti sul luogo di lavoro e, di conseguenza, di vigilare sul loro comportamento. Nei casi in cui venga accertata una mancanza della tutela da parte del datore nei confronti di un lavoratore che venga sottoposto a mobbing orizzontale,  si rischia di incorrere in un procedimento per risarcimento dei danni provocati. In questi casi, i termini di prescrizione dell’azione di responsabilità dell’azienda decorrono sempre a partire dall’ultimo episodio di mobbing subito e non dal primo.

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