Curare lo stalking o il mal d’amore con una pillola

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pillole anti stalking

Il New Scientist ci racconta una storia d’amore tutta particolare, l’amore ai tempi della neurochimica. Vi ha spezzato il cuore e non sapete come dimenticarlo/a? Uscite di casa e credete di vederlo/a ad ogni angolo? Passate le serate a fissare compulsivamente il cellulare? Bene, ci sono alcuni scienziati che stanno lavorando per voi: è in arrivo la pillola anti-amore che potrebbe anche curare lo stalking. 

Non mi chiedo se sia giusto o meno testare farmaci di questo tipo. Mi chiedo solo se ricerche di questo tipo, pur avendo un obiettivo a prima vista discutibile, non possano rivelarsi proficue allargando un po’ il punto di vista.

Leggo su NewScientist che un gruppo di scienziati ha proposto una descrizione dell’amore come mero fenomeno neurobiologico divisibile in tre sottocategorie: innamoramento, attrazione e attaccamento. Alla base di tutte e tre c’è l’aumento del successo riproduttivo e, di conseguenza, la possibilità di trasmettere il proprio patrimonio genetico ai nuovi individui di una specie. Considerato solo come fenomeno biologico, è assolutamente possibile testare un farmaco che blocchi gli ormoni alla base dello scatenamento delle emozioni elencate.

Ognuno di questi tre aspetti, racconta Helen Fisher (Rutgers University, New Jersey), è legato all’interazione di diversi meccanismi chimici cerebrali. L’innamoramento delle prime ore, per esempio, ha diverse caratteristiche in comune con i disturbi ossessivi-compulsivi (Ocd). Per dimostrare questa tesi, Donatella Marazziti (Università di Pisa) ha comparato il cervello di venti persone alle prese con le prime pene d’amore con quello di persone affette da Ocd, scoprendo qualcosa di imprevisto. In entrambi i gruppi c’erano livelli insolitamente bassi di una proteina che trasporta la serotonina, l’ormone responsabile della regolazione dell’umore. Ricontrollando gli amanti l’anno successivo, quando erano scemate le attenzioni compulsive nei confronti del partner, la ricercatrice ha scoperto che i livelli di serotonina erano tornati ai valori normali. È quindi sensato pensare che i farmaci regolatori della serotonina possano smorzare le pene d’amore del primo periodo di una relazione. Si tratta di molecole già usate per il trattamento degli Ocd, tra le quali gli inibitori della ricaptazione della serotonina, che smussano le emozioni estreme e rendono più difficile la formazione di legami romantici. Reazioni che di solito sono considerati effetti collaterali, ma che potrebbero risultare utili per chi vuole interrompere l’ossessione per il partner.

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Fonte: gaianews.it

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