Corte costituzionale: stalking, definita senza incertezza la condotta penale

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MILANO. Il reato di stalking supera l’esame di costituzionalità. Con la sentenza n. 172 scritta da Marta Cartabia, la Corte costituzionale ha dichiarato infondata la questione sollevata dal tribunale di Trapani che aveva contestato la violazione del principio di determinatezza delle fattispecie penali. I giudici siciliani sottolineavano come il legislatore che ha introdotto nel Codice penale l’articolo 612 bis non ha indicato in maniera sufficientemente precisa lo standard minimo della condotta intrusiva perché possa dirsi realizzata la persecuzione penalmente rilevante.
Indefiniti sarebbero poi la nozione di «perdurante e grave stato di ansia o paura» e i criteri di fondatezza del timore della vittima. Il fatto che il legislatore, osserva la Consulta, nel definire le condotte e gli eventi, abbia fatto ricorso a una enunciazione sintetica della norma incriminatrice, come avviene, del resto, nella gran parte dei Paesi dove è stata adottata una normativa cosiddetta “anti-stalking”, e non abbia adottato, invece, una tecnica analitica di enumerazione dei comportamenti sanzionati, non comporta, di per sé, un vizio di indeterminatezza, «purché attraverso l’interpretazione integrata, sistemica e teleologica, si pervenga alla individuazione di un significato chiaro, intelligibile e preciso dell’enunciato».

Del resto, avverte la sentenza, l’esigenza costituzionale di determinatezza della fattispecie penale non coincide necessariamente con il carattere più o meno descrittivo della stessa, ben potendo la norma incriminatrice fare uso di una tecnica esemplificativa (sentenze n. 79 del 1982, n. 120 del 1963 e n. 27 del 1961), oppure riferirsi a concetti extragiuridici diffusi (sentenze n. 42 del 1972, n. 191 del 1970), oppure ancora a dati di esperienza comune o tecnica (sentenza n. 126 del 1971). Il principio di determinatezza non esclude, infatti, l’ammissibilità di formule elastiche, alle quali il legislatore deve ricorrere stante la «impossibilità pratica di elencare analiticamente tutte le situazioni astrattamente idonee a “giustificare” l’inosservanza del precetto e la cui valenza riceve adeguata luce dalla finalità dell’incriminazione e dal quadro normativo su cui essa si innesta».

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Fonte: associazionenazionaleavvocatiitaliani.it

Photo by Jastrow
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