Separazioni, affido condiviso e collocazione prevalente figli

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affido condiviso

Affido Condiviso e collocazione prevalente dei figli

Il decreto legislativo del 28.12.2013 n.154 ha riscritto gli articoli da 337 bis c.c. a 337 octies c.c. dando una nuova visione di ciò che dovrebbe essere la responsabilità genitoriale in tutti i casi in cui ci si trovi ad affrontare una separazione o un divorzio, consensuale o giudiziale, nonché nei casi in cui siano presenti figli nati fuori dal vincolo coniugale.

“Il figlio ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi“, così recita l’art. 337 bis c.c. e tale disposizione rappresenta la ratio verso cui sono orientate le modifiche apportate al corpo del diritto, nei casi di separazione e divorzio, siano questi consensuali o giudiziali.

L’attuazione del principio della bigenitorialità è anche un passo che porta la nostra legislazione ad adeguarsi a quanto da tempo hanno stabilito gli ordinamenti europei. Un documento fondamentale in tal senso è la  “Convenzione sui diritti del fanciullo” sottoscritta a New York il 20 novembre 1989, e resa esecutiva in Italia con la legge n. 176 del 1991.

La Cass. civ., sentenza n. 26587 del 17.12.2009 spiega come  l’affidamento condiviso dei figli ad entrambi i genitori, applicabile nel caso di separazione e di divorzio, è derogabile soltanto ove la sua applicazione risulti “pregiudizievole per l’interesse del minore“, come nel caso in cui il genitore non affidatario si sia reso inadempiente all’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento in favore dei figli minori oppure abbia esercitato in modo discontinuo il suo diritto di visita. Tali comportamenti, infatti, sono sintomatici di una palese inidoneità ad affrontare quelle maggiori responsabilità che l’affido condiviso comporta anche a carico del genitore con il quale il figlio non coabiti stabilmente.

La sentenza del Tribunale di Roma del 10.01.2013 precisa che, in tema di separazione o divorzio, l’affidamento dei figli ad entrambi i genitori comporta l’esercizio della potestà genitoriale da parte di entrambi ed una condivisione delle decisioni di maggiore importanza. Alla regola dell’affidamento condiviso, costituisce eccezione la previsione dell’affidamento esclusivo, cui può farsi ricorso solo quando l’affidamento congiunto risulti contrario all’interesse del minore.

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Fonte: avvocatofirenze.it – Lorenzo Cirri

L’Agenzia Investigativa P & P INVESTIGAZIONI, dopo un’attenta analisi del caso e in base delle informazioni fornite dal genitore, svolge le indagini necessarie ad acquisire elementi di prova che attestino la cattiva condotta dell’ex partner nei confronti del figlio minore.

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