Moglie e amante: il marito sorveglia l’auto con una microspia

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Moglie e amante: il marito sorveglia l’auto con una microspia. La donna denuncia l’ex marito: «Violata la vita privata». La procura chiede l’archiviazione, il giudice decide a giorni

ORISTANO. Il marito spione aveva piazzato una cimice nell’auto della moglie. Voleva accertarsi di quel di cui sospettava e così, una volta ascoltato l’audio della registrazione, si accorse che nell’auto la moglie trascorreva minuti bollenti con l’amante. Non fu una sorpresa, semmai quel documento serviva al marito per avere qualche vantaggio durante la causa di separazione che era già in corso. Il problema è che la registrazione che conteneva l’ansimare proibito e le effusioni amorose dei due che ci davano dentro è stata oggetto di denuncia.

La moglie spiata poco aveva gradito l’inatteso controllo e l’intrusione e così aveva denunciato l’ex marito dopo aver appreso, proprio durante la causa, che era in possesso della registrazione audio e che ne aveva portato a conoscenza i due fratelli: «Ecco cosa faceva la mia ex moglie, quando non era in casa».

L’articolo 615 bis del codice penale punisce chi utilizzi strumenti di ripresa o registrazione per procurarsi notizie o immagini sulla vita privata di una persona. Sarebbe questo il caso, il problema è che i luoghi in cui queste informazioni vengono raccolte devono essere quelli che la legge considera come «privati». E secondo il pubblico ministero Armando Mammone, l’auto non poteva essere considerata tale. Così aveva chiesto l’archiviazione per il marito curioso.

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Fonte: lanuovasardegna.gelocal.it – Enrico Carta

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Photo by Limulus
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