Forza la casa dell’ex marito: condannata per violazione di domicilio

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Violazione di domicilioSentenza 6 dicembre 2013 – 8 aprile 2014, n. 15696

Come al solito, le separazioni burrascose portano con sè anche diversi processi penali e, nel caso di specie, la ex moglie è stata sottoposta a processo penale per essersi introdotta all’interno dell’appartamento assegnato all’ex marito, previa forzatura della porta d’ingresso.

La donna, inoltre, è stata accusata di avere, nello stesso contesto, aggredito l’ex-marito ed aver danneggiato le suppellettili della casa in cui quest’ultimo viveva.

In relazione alla violazione di domicilio l’imputata lamentava il fatto che i giudici abbiano affermato la sua responsabilità (insieme a quella degli imputati che hanno concorso nel reato) “nonostante l’insufficienza della prova dell’esistenza, sul piano materiale, del rapporto tra l’attività degli odierni ricorrenti e l’evento dannoso“.

In poche parole, la donna deduce che essendo anch’essa proprietaria dell’appartamento aveva diritto, alla stessa maniera dell’ex-marito, di introdursi nello stesso.

Infine, l’imputata lamentava anche che “il giudice aveva ricostruito i fatti alla luce delle dichiarazioni della sola persona offesa, portatore di un interesse idoneo a comprometterne la credibilità“.

La Corte di Piazza Cavour ha esaminato attentamente il caso ritenendo infondati tutti i motivi del ricorso.

Infatti, secondo i supremi giudici, i ricorrenti deducono “circostanze in fatto, diversamente accertate dai giudici del merito, ovvero inconferenti, e propongono una personale interpretazione della prova, attuata con l’accantonamento dei dati sfavorevoli“.

Per gli ermellini non ha nessun rilievo che la donna fosse comproprietaria dell’appartamento abitato dall’ex marito, una volta accertato che lo stesso era stato assegnato a quest’ultimo in sede di separazione legale dalla moglie. Inoltre, non è rilevante ai fini della responsabilità l’affermazione della stessa che avesse “ricevuto le chiavi dal marito” in quanto trattasi di affermazione che, seppur avesse avuto, per qualche motivo, il possesso delle chiavi dell’appartamento, certamente non era autorizzata ad entrare, con la forza, nell’abitazione dell’ex marito.

Fonte: sentenze-cassazione.com
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