Determinazione dell’assegno: quali circostanze valutare

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determinazione dell'assegno

È irreprensibile la determinazione dell’assegno di mantenimento a favore della ex moglie, effettuata in base a una puntuale verifica del tenore della vita coniugale, delle condizioni personali ed economiche dei coniugi, dell’inadeguatezza al lavoro a causa delle condizioni della donna e delle circostanze del caso, compresa la durata del matrimonio. È quanto emerge dalla sentenza della Cassazione 26423/13.

Il caso

Pronunciata la separazione personale tra due coniugi, e fissato in oltre € 1.000 l’assegno di mantenimento – a favore della moglie – che il marito doveva versare mensilmente, quest’ultimo aveva proposto appello, insistendo nella domanda di addebito a carico della moglie, da sempre, a suo dire, affetta da problemi psichici e responsabile di avere reso «letteralmente impossibile la vita anche alle figlie». La Corte territoriale, allora, in parziale accoglimento del gravame, aveva ridotto a € 800 mensili l’assegno dovuto dall’uomo per il mantenimento della ex, respingendo gli ulteriori motivi dell’impugnazione.

I giudici di secondo grado, infatti, avevano ritenuto del tutto sfornita di riscontro probatorio la domanda di addebito fondata sui disturbi della moglie, da lei stessa non negati ma attribuiti all’estremo disagio causatole dalle tensioni coniugali. Inoltre, nel corso del giudizio di merito, era emerso che la fonte di sostentamento della famiglia era rappresentata dalle attività dell’uomo, commerciante nel settore dei prodotti per capelli e arredi per parrucchieri, presidente di una scuola per formazione, consigliere di un consorzio avente ad oggetto la produzione e commercializzazione di prodotti per capelli.

Secondo la Corte distrettuale, rispetto a tali emergenze, le smentite dell’appellante – il quale aveva negato ogni redditività di dette attività – risultavano incredibili. A maggior ragione, come evidenziato nella pronuncia di appello, le smentite del marito erano contraddette dal complessivo tenore di vita di un certo agio desumibile in via indiziaria da una serie di circostanze: l’acquisto di auto, immobili, l’iscrizione delle figlie a una scuola privata per la quale era stata pagata una retta di notevole importo, investimenti monetari e conti correnti. Inoltre, l’organo giudicante di seconde cure aveva rilevato che l’uomo era munito di qualificata professionalità e in condizioni di salute e di età consone a una inalterata attività lavorativa. Invece, la donna, durante la trentennale convivenza, si era dedicata in modo predominante alla cura della famiglia e, ormai, per età, mancanza di qualificazione professionale e condizioni di salute, appariva priva di concreta capacità lavorativa.

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Fonte: lastampa.it

Photo by Images Money

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