Studi di settore anche per il professionista che svolge l’attività come secondo lavoro

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studi di settoreÈ soggetto agli studi di settore anche il professionista che svolge l’attività professionale come secondo lavoro, mentre la fonte primaria di reddito proviene da una diversa prestazione lavorativa. In questi casi, comunque, il fisco deve determinare il reddito professionale in “modo equo”, tenendo appunto conto di tale circostanza e del peso che assumono i due lavori.

Lo ha stabilito ieri la Cassazione [1].

Ricordiamo che gli studi di settore sono uno strumento utilizzato dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate per rilevare i parametri fondamentali di reddito dei professionisti, lavoratori autonomi e delle aziende. Essi non sono altro che una raccolta dei dati che caratterizzano l’attività e il contesto economico in cui opera l’impresa, allo scopo di valutare la sua capacità di produrre reddito. L’ufficio delle imposte li usa quindi nell’accertamento cosiddetto induttivo.

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Fonte: laleggepertutti.it
Photo | Flickr by 401 (K) 2012
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