Sentenza Cassazione: registrare le telefonate dei figli è reato

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registrare le telefonateSentenza Cassazione n. 41192 – è reato registrare le telefonate dei figli

La Cassazione spesso ci ha fatto notare come un matrimonio finito male il più delle volte non cessa con la sentenza di separazione o di divorzio ma origina numerosi altri procedimenti (penali e civili) tra gli ex coniugi in cui inevitabilmente si finisce per coinvolgere i figli e la loro tranquillità.

Nel caso di specie, la Corte affronta una questione delicata riguardante i rapporti tra i figli minorenni e i genitori e, più nello specifico, si sofferma ad analizzare situazioni giuridiche che, degenerando, conducono alla commissione di un reato penale, come quello previsto all’articolo 617 c.p.

Il padre, a cui erano stati affidati i figli minori, era stato condannato dalla Corte d’Appello di Ancona, che confermava la sentenza di primo grado, per aver registrato le comunicazioni telefoniche avvenute tra la ex moglie e i figli.

L’uomo ricorreva in Cassazione deducendo il difetto di tipicità del fatto per la mancanza di uno degli elementi costitutivi del reato, atteso che i figli minori dell’imputato non possono considerarsi “altre persone” nel senso accolto dalla norma incriminatrice, trattandosi di soggetti che non potrebbero sottrarsi alla potestà genitoriale e ai doveri di vigilanza che il suo esercizio comporta opponendo la riservatezza delle proprie comunicazioni.

L’uomo lamentava altresì il mancato riconoscimento della scriminante di cui all’art. 51 c.p., avendo l’imputato agito nell’esercizio del diritto/dovere di controllare le comunicazioni effettuate o ricevute dai figli minori perché fortemente preoccupato dall’influenza negativa esercitata dalla madre su di essi.

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Fonte: sentenze-cassazione.com

 

 

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