Non c’è concorrenza sleale se il notaio percepisce compensi inferiori ai minimi tariffari

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concorrenza slealeNella decisione in commento del 17 aprile 2013, n. 9358, i giudici della Corte, nella sezione lavoro, hanno precisato che il notaio che, quando anche offra la propria prestazione lavorativa ad onorari e compensi più contenuti (1) non pone in essere (solamente per ciò) un comportamento di illecita concorrenza.
Ricordando precedenti sul tema (2) nella sentenza in oggetto si legge che la riduzione degli onorari e dei diritti notarili, effettuata dal notaio in modo ripetuto e continuato, costituisce di per se una forma di illecita concorrenza, a norma del comma secondo dell’art. 147 legge notarile n. 89 del 1913, rappresentando un mezzo di pubblicità e di richiamo idoneo a porre in essere un comportamento disdicevole, con la conseguenza che per integrare l’illecito non è necessario uno specifico comportamento doloso, ma è sufficiente la volontarietà del fatto in se, ossia una volontà, considerata in rapporto alla condotta, in contrasto con la legge, mentre è irrilevante che da tale comportamento non derivi un danno per il prestigio della classe notarile o dei colleghi o la circostanza che i clienti del notaio non si siano resi conto del trattamento di favore usato nei loro confronti.

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Fonte: diritto.it

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