Nessun mobbing lavorativo per le sporadiche persecuzioni del datore

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mobbing datore di lavoro

Quando si può parlare di mobbing sul posto di lavoro?

Il tuo datore di lavoro ti sgrida di continuo? È spesso maleducato? Ti sembra avercela con te? Attento prima di avviarti in tribunale per una causa di mobbing: non sempre è detto che ricorrano tutti i presupposti per tale tipo di illecito. E, in caso contrario, un passo falso non potrebbe che ritorcersi contro il lavoratore.

Ecco perché è indispensabile comprendere bene quando si può davvero parlare di mobbing. E a tal fine corre in nostro soccorso una sentenza della Cassazione.

Perché scatti quella forma di persecuzione psicologica chiamata appunto mobbing lavorativo devono ricorrere diversi elementi:

1) una serie di comportamenti di carattere persecutorio da parte del datore di lavoro: ovviamente, la legge non dice quali comportamenti, ma sarà compito del giudice ritenere se essi abbiano un’incidenza tale da provocare un danno nel destinatario;

2) l’evento lesivo, ossia il danno alla salute nel dipendente;

3) un rapporto di causa-effetto tra le condotte del datore (requisito n. 1) e il danno subito dalla vittima (requisito n. 2);

4) la volontà cosciente, da parte del datore, di compiere una persecuzione; in pratica, tutti i comportamenti lesivi devono essere sorretti dal medesimo intento: quello di danneggiare il lavoratore.

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Fonte: laleggepertutti.it

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