La sentenza contro Il Post e la responsabilità dei link

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sentenza il postÈ stata da poco pubblicata una sentenza contro Il Post e il suo direttore Luca Sofri che trovo contenga molti elementi di riflessione e di preoccupazione su come la rete è vista e interpretata non solo dall’opinione pubblica e dai media, ma anche dalle nostre istituzioni e dalla nostra magistratura. Quanto segue è un mio parere basato sulle mie (poche) conoscenze e studi giuridici, ma credo meriti un ragionamento pubblico con chi si occupa di rete e diritto.

I Fatti

Negli ultimi anni il giornale online “Il Post” ha pubblicato una serie di articoli che davano svariate indicazioni su come guardare le partite di calcio. Questi articoli rimandavano ai canali televisivi e a vari siti internazionali con un disclaimer che indicava che alcuni di essi potevano trasmettere le partire senza averne i diritti, quindi illegalmente. Sicuramente un gesto scomodo per chi ha i diritti ma che sembra rientrare da un lato nel diritto di cronaca e dall’altro nella sfera delle libertà individuali. Il Post non sta trasmettendo illegalmente i contenuti, ha semplicemente indicato chi li sta trasmettendo, peraltro avvisando del carattere potenzialmente illecito dei contenuti.

La Sentenza

La sentenza del Tribunale di Roma nel contenzioso intentato da RTI e Lega Calcio contro il direttore de Il Post Luca Sofri stabilisce un precedente su cui è opportuno soffermarsi per una riflessione. Il dispositivo della sentenza, infatti:

inibisce di diffondere con qualunque mezzo i link o anche solo i nomi (!) dei siti che trasmettono illegalmente le partite del campionato Italiano.

stabilisce in 10.000€ la sanzione per ogni violazione a prescindere dal fatto (danno) che poi qualcuno effettivamente abbia fruito di quei contenuti.

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Fonte: marcomassarotto.com

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