Cassazione: pedinare la moglie non è reato

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pedinare la moglie

Pedinare la moglie non è un crimine

Il detective investigatore privato che non svolge attività imprenditoriale non deve avere la licenza del Prefetto.

Il marito ben può pedinare la moglie o incaricare un’altra persona di farlo per conto suo, senza per questo commettere alcun reato (tantomeno quello di investigazioni abusive).

Infatti, sebbene la legge stabilisca che, senza licenza del Prefetto, è vietato di eseguire investigazioni o ricerche o di raccogliere informazioni per conto di privati, il riferimento di tale norma è ad una attività svolta in forma imprenditoriale.

Risultato: quando il pedinamento è episodico ed effettuato nei confronti di una singola persona non scatta alcun crimine. Neanche si può invocare il rispetto della privacy se il pedinamento avviene in luoghi pubblici come la strada o le corsie di un negozio. A chiarirlo è stata una sentenza della Cassazione (n. 48264 del 20.11.2014).

Formula piena: assolto, perché “il fatto non costituisce reato”, il marito e il cognato di una donna per avere eseguito nei suoi confronti attività investigativa, di pedinamento, ricerca e raccolta di informazioni.

Secondo i giudici, quando l’attività di investigazioni, ricerca o raccolta di informazioni è svolta – anche se per conto terzi – in forma imprenditoriale, è suscettibile di interferire con le attività della polizia. Pertanto, in tali casi (e solo in tali casi) essa è subordinata al rilascio dell’autorizzazione del Prefetto che valuta l’eventuale “pericolo di compromissione della sicurezza pubblica e della libertà dei cittadini”.

Completamente diverso è il discorso in caso di controlli semplici e saltuari, senza alcun supporto organizzativo. Tale è proprio il caso di un uomo che, coadiuvato da un detective privato o da un amico, svolgano una serie di attività di sorveglianza di una persona (la moglie, nel caso di specie), mediante controlli saltuari, anche se protratti per più mesi, senza alcun supporto organizzativo.

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Fonte: laleggepertutti.it

Photo by rodrigoferrari
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