Cassazione: il contratto interinale illegittimo diventa a tempo indeterminato

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

contratto interinale illegittimo

Il contratto interinale illegittimo, per violazione dei requisiti causali e formali, comporta la conversione in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

A stabilirlo è la Cassazione con sentenza n. 161 dell’8 gennaio scorso, accogliendo il ricorso di un lavoratore chiamato a svolgere mansioni di “agente di call center” presso un’impresa utilizzatrice, per il tramite di un’agenzia interinale attraverso la stipulazione di due contratti di lavoro temporaneo, seguiti da tre successive proroghe richieste per “picchi di attività” e “punte d’intensa attività”.

Rilevando l’illegittimità del contratto interinale per il mancato rispetto della “natura causale” dello stesso, richiesta dalla legge e dalla contrattazione collettiva, che implica la necessaria esplicitazione del motivo della sua conclusione e non di una “causale generica”, nonché la carenza del requisito della forma scritta, la Corte ha approvato la conversione del rapporto di lavoro temporaneo in tempo indeterminato.

In particolare, richiamando la copiosa giurisprudenza sul tema, la S.C. ha affermato che: “la mancata o la generica previsione, nel contratto intercorrente tra l’impresa fornitrice ed il singolo lavoratore, dei casi in cui è possibile ricorrere a prestazioni di lavoro temporaneo, in base ai contratti collettivi dell’impresa utilizzatrice, spezza l’unitarietà della fattispecie complessa voluta dal legislatore per favorire la flessibilità dell’offerta di lavoro nella salvaguardia dei diritti fondamentali del lavoratore e fa venir meno quella presunzione di legittimità del contratto interinale, che il legislatore fa discendere dall’indicazione nel contratto di fornitura delle ipotesi in cui il contratto interinale può essere concluso. Pertanto, trova applicazione il disposto di cui alla legge 24 giugno 1997, n. 196, art. 10 e dunque quanto previsto dalla legge 23 ottobre 1960, n. 1369, art. 1, per cui il contratto di lavoro col fornitore ‘interposto’ si considera a tutti gli effetti instaurato con l’utilizzatore ‘interponente”.

Continua a leggere >

Fonte: studiocataldi.it

Photo by Vitorcastillo

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Rispondi