Nessun bimbo è al riparo dal pericolo pedofilia: i segnali dell’abuso

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pericolo pedofilia

Il pericolo pedofilia non risparmia nessuno, neanche i nostri bambini, che troppo spesso non riescono a confessare il dramma vissuto sul loro corpo. La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale si batte per questa piaga sociale.

La parola pedofilia suscita orrore e indignazione e il solo pensiero che nostro figlio possa esserne vittima fa accapponare la pelle e ribollire il sangue, eppure, nessun bambino è davvero al sicuro da quello che è uno scempio, una vergogna per la società, da combattere con tutte le forze. Con queste parole, il dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – SIPPS, ha commentato il Rapporto annuale 2014 – Pedofilia – Crimini contro l’infanzia, redatto nei giorni scorsi dall’associazione Meter – dalla parte dei bambini – onlus, di don Fortunato Di Noto. Dal Rapporto emerge come la pedofilia continui purtroppo a essere diffusa, nonostante i bambini siano sempre più seguiti, nonostante esperti, genitori e forze dell’ordine si battano per arginarla.

Come interpretare i segnali dei bambini
Eppure, i numeri parlano chiaro: in un anno sono state scoperte 574.116 immagini pedopornografiche con bambini da 3 a 13 anni, 95.882 video pedofili con bimbi sotto i 13 anni e 621 tra foto e video pedo con neonati. L’orrore più grande di tutti. La nostra vecchia Europa, culla della civiltà, è anche la grande accusata, poiché con il 46,62% detiene il triste primato delle segnalazioni, seguita da Africa 24,67%, America 16,98%, Asia 12,93% e Oceania 1,8%. Secondo gli esperti, una situazione di pedofilia può essere difficile da sospettare perché spesso l’abuso diretto è intra-familiare, ossia condotto da parte di adulto quasi sempre di sesso maschile, come il partner della madre o uno zio e comunque, un adulto ritenuto del tutto insospettabile.

I segnali del bambino sono difficili da cogliere. È bene però non fare finta di non capire una realtà che farebbe troppo male. Non si deve avere paura di andare a fondo, è preferibile chiedere scusa a se stessi per aver sbagliato. Per questo vanno indagati certi segnali anche sfumati: un bambino può iniziare a usare parolacce oppure a mostrare una stanchezza strana e ingiustificata. Può verificarsi, nel piccolo, ritrosia a mostrare le zone genitali quando prima succedeva senza alcun problema. O, viceversa, il bimbo mostra ostentazione in atteggiamenti provocatori o allusivi a comportamenti sessuali imitativi, non naturali a quella età.

Per i più grandi, attenzione a internet
Oggi, per le generazioni digitali il pericolo emerge on-line:internet, accessibile dal computer o dal cellulare con troppa facilità, è il mezzo più diffuso per le molestie a sfondo sessuale.

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Fonte: guidagenitori.it – Sahalima Giovannini

Photo by Arwen Abenstern - KWP
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