Atti sessuali su minori e bambini: non è necessario il contatto fisico

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abusi su minoriPer il reato di tentativo di atti sessuali su minori non c’è bisogno del contatto fisico con la vittima. Chi invade la sfera corporea dei bambini, con semplici proposte a sfondo sessuale, risponde  del reato tentato di atti sessuali con minorenne e non di semplici molestie. A integrare il delitto in questione, infatti, basta la condotta dell’agente che provoca uno “stato di ansia reattivo” sulla vittima.

A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Suprema Corte, è colpevole del reato in commento anche chi pone in essere condotte idonee e dirette in modo non equivoco a compiere atti sessuali nei confronti dei bambini, avvicinandoli e richiedendo il compimento di atti sessuali e provocando in loro uno stato d’ansia reattiva. Non sono quindi necessari veri e propri atti sessuali, così come non è necessario neanche il contatto fisico con la vittima. È sufficiente, invece, la semplice lesione della integrità psico-fisica, proprio per via degli approcci pesanti e insistenti.

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Fonte: laleggepertutti.it
Photo | Flickr by anthony kelly
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