La banca blocca i conti ai clienti malati d’azzardo

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malati di giocoUna circolare spedita ai 12 mila dipendenti per chiudere i rubinetti ai clienti malati d’azzardo. Agli sportelli della Banca popolare dell’Emilia Romagna hanno visto arrivare operai sbranati dai debiti di gioco, piccoli imprenditori ostaggio delle slot machine, donne pronte a tutto per l’ultima scommessa. E hanno detto basta, lanciando un piano per sfidare l’azzardo sul suo terreno: quello dei soldi.

Mai più carte di credito abilitate ai pagamenti sui siti classificati nella categoria «gambling», via dalle filiali i biglietti delle lotterie e i Gratta&vinci. Soprattutto, corsi di formazione per gli impiegati, trasformati in detective dell’azzardo: il giocatore, si legge nella circolare, si può riconoscere dai prelievi massicci all’inizio del mese, dai contanti che filano via veloci dalla carta di credito, dalle transazioni verso tabaccai, bar, sale da gioco. Una volta individuato, scatta la convocazione da parte del direttore. Che ha mani libere: soprattutto se il cliente ha un debito aperto. Il responsabile della filiale dovrà occuparsi anche di segnalare centri d’aiuto, strutture assistenziali e gruppi d’accoglienza. In cima alla lista c’è il polo di cura per il recupero dei dipendenti dal gioco d’azzardo di Reggio Emilia, il primo in Italia, gestito da Marco Iori.

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Fonte: lastampa.it

Photo by Jeff Kubina

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