Articolo 18: le cause di licenziamento più diffuse

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cause di licenziamento

Quello relativo alle cause di licenziamento è un ambito complesso e spigoloso che, dopo la riforma Fornero, si è oltremodo complicato per effetto di nuove discipline di possibilità di allontanamento dal lavoro, oltre alla riscrittura dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (L. 20 Maggio 1970, n. 300).

Sono diverse le ragioni per cui un lavoratore dipendente può vedersi recapitata la lettera di licenziamento, e sono molte, del resto, anche le cause intentate contro i datori di lavoro e le sentenze dei giudici non sembrano seguire, almeno per ora, una via univoca. Esistono diversi tipi di chiusura del rapporto di lavoro: licenziamento per giusta causa, per giustificato motivo soggettivo o oggettivo, licenziamento disciplinare, discriminatorio, ad nutum. Ma esistono anche licenziamenti del tutto illegittimi.

Licenziamento per giusta causa

Certamente legittimo è il licenziamento per giusta causa, che si verifica ad esempio nei casi di rifiuto ingiustificato del lavoratore a eseguire la prestazione; il rifiuto del lavoratore a riprendere il posto di lavoro dopo che il medico dell’azienda lo ha dichiarato guarito, ma contro il parere del medico personale; se durante il periodo di malattia il lavoratore compie comunque qualcosa di grave, per esempio un lavoro presso terzi che pregiudica la guarigione. Altri casi che portano al licenziamento sono la sottrazione di beni aziendali e la condotta extra lavorativa penalmente rilevante che incide sul buon nome dell’azienda. Infine l’utilizzo di stupefacenti o alcool, anche se va ricordato che è prevista l’opzione della riabilitazione in cambio della quale il posto di lavoro viene conservato. In tutti questi casi il licenziamento avviene senza preavviso. In generale si verifica comunque in presenza di comportamenti talmente gravi da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro, anche provvisoria, e non fa sorgere l’obbligo di preavviso in capo al datore di lavoro previsto dall’art. 2118 del codice civile.

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Fonte: lavorofisco.it

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