Azienda perugina scrive a Renzi: «Dipendenti infedeli e concorrenza sleale ci rubano il lavoro»

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

GLOBE GROUP Cento dipendenti sparsi tra Perugia, Foligno e Modena, 40 lingue parlate e ora un accorato appello della fondatrice, Danila Micheli, sotto forma di lettera pubblicata mercoledì in un paginone su L’Unità e rivolta al premier incaricato Matteo Renzi: «Caro Renzi – dice – non permetta che la mia azienda lasci l’Italia».

Danila, 47 anni, ripercorre la storia di successo della Globe, tra i leader nel campo delle traduzioni (dai manuali degli oggetti in commercio fino alla fornitura di interpreti) e spiega che oggi si trova «di fronte a un bivio: deperire – scrive – per concorrenza sleale o trasferirsi fuori dai confini nazionali». Concorrenza sleale operata da imprese che «di fatto lavorano esclusivamente nel nostro paese ma che sono nominalmente estere», con sedi anche a San Marino, Cipro o Romania. In questo modo si riescono a praticare prezzi ben al di sotto della media sfruttando quelle agevolazioni fiscali concesse dagli stati stranieri.

La vicenda

Un sistema contro il quale la Globe si va scontrando da anni. La vicenda di Danila infatti ha un corposo risvolto giudiziario, piuttosto spiacevole. Cinque sono le persone per cui il sostituto procuratore di Perugia Claudio Cicchella ha chiuso le indagini con accuse che vanno dalla violazione dei segreti industriali alla turbativa della libertà d’impresa, truffa, ricettazione, false fatturazioni per oltre un milione e settecento mila euro e violazione di domicilio.

Continua a leggere >

Fonte: umbria24.it

 

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Rispondi