La deontologia nelle investigazioni del difensore

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indagini difensiveRegole di comportamento del Penalista nelle Investigazioni del Difensore

Articolo 1 (Norme deontologiche applicabili)
1. Nello svolgimento delle investigazioni difensive il difensore osserva le norme del Codice deontologico forense, con particolare riferimento ai doveri di probità, fedeltà, competenza e verità, nonché le ulteriori norme degli articoli che seguono, nel rispetto del principio di lealtà processuale e a garanzia della reale dialettica nel procedimento.
2. Nessuna distinzione circa i doveri professionali in materia di investigazioni difensive è consentita tra difensore di fiducia e difensore d’ufficio.

Articolo 2 (Legittimazione alle investigazioni difensive)
1. Il difensore è legittimato a svolgere investigazioni difensive sin dal momento della nomina senza necessità di specifico mandato ed indipendentemente dal deposito dell’atto di nomina presso l’autorità giudiziaria.
2. Il mandato con sottoscrizione autenticata, necessario per svolgere l’attività investigativa preventiva prevista dall’articolo 391 del codice di procedura penale, indica i fatti ai quali si riferisce in modo sintetico al solo fine della individuazione dell’oggetto di tale attività, con esclusione di ogni riferimento ad ipotesi di reato.
3. La previsione del comma 2 non si applica al mandato rilasciato dalla persona offesa dal reato.
4. Le disposizioni sull’attività investigativa preventiva si intendono applicabili, oltre che per l’eventualità che si instauri un procedimento penale, anche per le ipotesi:
a) che possa essere richiesta la riapertura delle indagini preliminari dopo il decreto di archiviazione;
b) che possa essere richiesta la revoca della sentenza di non luogo a procedere;
c) che possa essere richiesta la revisione;
d) che possano essere instaurati procedimenti davanti al giudice dell’esecuzione o alla magistratura di sorveglianza.

Articolo 3 (Dovere di valutazione)
1. Il difensore, fin dal momento dell’incarico e successivamente fino alla sua conclusione, ha il dovere di valutare, in relazione alle esigenze e agli obbiettivi della difesa, la necessità o l’opportunità di svolgere investigazioni, sia ai fini delle determinazioni inerenti alla difesa stessa, sia per l’ipotesi di un impiego dei risultati nel procedimento, secondo le forme, i tempi e i modi previsti dalla legge.

Articolo 4 (Direzione delle investigazioni)
1. La decisione di iniziare e terminare le investigazioni, le scelte sull’oggetto, sui modi e sulle forme di esse competono al difensore [in accordo con l’eventuale condifensore].
2. Quando non svolge di persona le investigazioni e, secondo la previsione del comma 3 dell’articolo 327bis del codice di procedura penale, si avvale di sostituti, investigatori privati autorizzati e consulenti tecnici, il difensore dà, anche oralmente, le direttive necessarie, cui i sostituti e tali ausiliari hanno il dovere di attenersi, fermi tutti i loro obblighi previsti dalla legge.
3. Nel dare le direttive il difensore rammenta gli obblighi indicati al comma 2, con particolare riguardo a quelli relativi agli avvertimenti alle persone con le quali occorre conferire, agli accessi ai luoghi e alla ispezione delle cose, alla eventuale redazione di verbali, al segreto sugli atti e sul loro contenuto, nonché a quello di riferirgli tempestivamente i risultati dell’attività svolta.
4. Ai fini dell’esercizio dell’incarico il difensore dà ai sostituti e agli ausiliari le informazioni necessarie e può fornire a essi, anche nell’ipotesi di segretazione dell’atto, copie di atti e documenti, in ogni caso con vincolo di segreto.
5. L’incarico agli investigatori privati e ai consulenti tecnici è conferito con atto scritto, nel quale, fermo quanto previsto al comma 3, il difensore indica i loro doveri di:
a) osservare le disposizioni di legge, in particolare quelle sulle investigazioni del difensore e sulla tutela dei dati personali;
b) comunicare le notizie e i risultati delle investigazioni e rimetterne l’eventuale documentazione soltanto al difensore che ha conferito l’incarico o al suo sostituto;
c) salva specifica autorizzazione scritta del difensore, rifiutare ogni altro incarico relativo o connesso alla vicenda alla quale attiene quello conferito.

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Fonte: avvocatocdm.it

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