Droni: il futuro delle indagini penali. E la privacy?

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Droni per Indagini Penali

La prima regolamentazione in Italia relativa all’utilizzo dei cosiddetti “droni” è stata il regolamento Enac sui mezzi aerei a pilotaggio remoto entrato in vigore il 30 Aprile 2014. Uno dei punti cardine della normativa è rappresentato dalla protezione dei dati personali e della privacy.

La definizione di trattamento di dati personali del regolamento Enac è la stessa del codice della privacy (d.lgs. 196 del 2003) in forza del richiamo che lo stesso regolamento prescrive. L’art. 4 del codice definisce trattamento ‘ qualunque  operazione o complesso di operazioni, effettuati […] concernenti la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la conservazione, la consultazione, l’elaborazione, la modificazione […] l’utilizzo, la cancellazione e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di dati ‘.

L’intento dell’art. 22 del regolamento è indubbiamente garantista; ma numerosi sono gli interrogativi dal punto di vista giuridico: un drone con una macchina fotografica o videocamera che vola per una qualunque delle operazioni di indagini penali permesse da Enac, è in grado di captare, seppure senza la volontà del pilota, anche fotografie ritraenti persone o che siano comunque in grado di rivelare informazioni relative ad una persona.

Tali fotografie sono considerate alla stregua di  ‘ dati personali ‘ e quindi assoggettate alla disciplina del codice della privacy . Ma l’operatore di certo non può sapere tutto ciò al momento in cui chiede l’autorizzazione ad Enac: se ne accorgerà solamente quando andrà ad esaminare i dati raccolti. Ci si aspetta ovviamente che quelle immagini, se non sono pertinenti alle finalità del volo, verranno eliminate o cancellate; ma nel concetto di trattamento del codice della privacy, è contemplata come si diceva anche la cancellazione o la distruzione di tali dati.
La questione è ancor più delicata se si considera la possibilità di un eventuale utilizzo di tali immagini o video, raccolti casualmente dal drone, dagli inquirenti se si rivelassero utili ad un’ indagine penale. Potrebbero essere considerate una prova documentale, dal momento che, anche la captazione di immagini con droni ben si presta ad essere una particolare modalità di ‘documentazione di fatti o persone mediante la fotografia o cinematografia’, come richiede la definizione di prova documentale; inoltre, l’estraneità al procedimento penale del contesto in cui le immagini sono state captate, rende ancor più agevole la riconduzione a tale categoria di prove.
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Fonte: quadricottero.com – Simona Totaro
Photo by Dkroetsch 
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