Eredità e Rappresentazione: quando il figlio succede al posto del genitore

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eredità e rappresentazione

Eredità e Rappresentazione: se l’erede non vuole o non può accettare l’eredità del de cuius, subentrano i suoi discendenti (sia legittimi che naturali).

Se l’erede del defunto non può o non vuole accettare l’eredità, subentrano nella successione i discendenti legittimi o naturali dell’erede stesso.

Ciò è possibile grazie all’istituto della rappresentazione, tramite il quale i figli e nipoti dell’erede possono succedere nell’eredità al suo posto.

La finalità è quella di consentire che l’eredità resti “in famiglia” e non si disperda a causa del rifiuto o impossibilità di accettare da parte degli eredi diretti.

Affinché si possa ricorrere all’istituto della rappresentazione occorrono requisiti soggettivi e oggettivi.

Requisiti soggettivi

L’erede (rappresentato) deve essere un figlio o fratello/sorella del defunto.

I rappresentanti (cioè coloro che subentrano al posto dell’erede rappresentato) devono essere, invece, discendenti del rappresentato cioè figli (legittimi, naturali o adottivi) del figlio o del fratello/sorella del defunto.

Per esempio: alla morte di Tizio succede Caio il quale però non vuole accettare l’eredità. A Tizio succede allora per rappresentazione il nipote, cioè il figlio di Caio.

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Fonte: laleggepertutti.it – Maria Monteleone

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