Casa in eredità addio: boom della vendita della nuda proprietà

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nuda proprietà

Il 7,3% dei venditori sceglie questa formula, che permette di conservare l’usufrutto. Soprattutto anziani colpiti dalla crisi, e gli speculatori acquistano.

Vendo casa, ma la lascio solo quando muoio. Il tutto con buona pace degli eredi.

Si chiama vendita della nuda proprietà, un particolare tipo di compravendita che conviene a chi compra perché acquista a un prezzo più basso (anche più del 50%), ma anche a chi vende perché conserva l‘usufrutto sull’immobile e quindi può continuare ad abitare in casa propria fino alla morte, godendo dei proventi della vendita.

Sono sempre di più gli anziani italiani a sacrificare la propria abitazione di proprietà per pochi spiccioli rispetto al suo reale valore commerciale, e le motivazioni possono essere le più disparate: spese mediche improvvise, necessità di aiutare figli e nipoti, ma anche la difficoltà sempre maggiore di arrivare a fine mese con la sola pensione.

Nel 2013 sono stati ben 85mila gli anziani che hanno “svenduto” la casa, soprattutto nelle grandi città, con l’incremento record a Bologna del +32% rispetto allo scorso anno. Anche il dato assoluto è significativo, oggi le vendite di nuda proprietà rappresentano il 7,3% del totale delle compravendite immobiliari, con un aumento del 12,5% rispetto al 2012. Il trend, in continua crescita, è l’ennesimo campanello d’allarme sullo stato in cui versano i risparmi degli italiani, intaccati pesantemente e in alcuni casi prosciugati dalla crisi. Al punto da convincere i proprietari a svendere quella che è stata la certezza di molte generazioni di italiani: la casa, faticosamente acquistata dai figli del boom economico degli anni ’60 e che ha rappresentato, in questi anni di recessione, l’ultimo baluardo delle famiglie.

A preoccupare è anche l‘identikit dell’italiano medio disposto a vendere la sua casa. Non anziani che versano in condizioni di povertà conclamata, ma pensionati che hanno in media 75 anni e un introito mensile di 1.120 euro, segno che la crisi è tutt’altro che finita e che sta continuando a mordere, attaccando anche il cosiddetto ceto medio.

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Fonte: reporternuovo.it

Photo by Borya

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