Accettazione tacita eredità per chi non fa l’inventario in 3 mesi

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accettazione tacita Eredità

Senza l’adempimento nei tre mesi dall’apertura della successione, chi è nel possesso dei beni si considera erede puro e semplice.

L’erede che ha il possesso dei beni ereditari deve effettuare l’inventario di tali beni entro tre mesi dall’apertura della successione, a prescindere dalla dichiarazione di accettazione dell’eredità. Diversamente, il suo comportamento verrà considerato come accettazione tacita dell’eredità (e perderà anche la possibilità del beneficio di inventario).

A chiarirlo è una recente sentenza del tribunale di Arezzo (n. 579/2014) che non fa altro che applicare il codice civile laddove stabilisce quanto segue: il chiamato all’eredità, quando a qualsiasi titolo è nel possesso di beni ereditari (per esempio: il figlio che continui a vivere nella casa del padre ormai deceduto), deve fare l’inventario entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o della notizia della devoluta eredità. Se entro questo termine lo ha cominciato ma non è stato in grado di completarlo, può ottenere dal tribunale del luogo in cui si è aperta la successione una proroga che, salvo gravi circostanze, non deve eccedere i tre mesi.

Trascorso tale termine senza che l’inventario sia stato compiuto, il chiamato all’eredità è considerato erede puro e semplice.

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Fonte: laleggepertutti.it

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