Coldiretti: chiuse 140mila aziende per “concorrenza sleale”

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concorrenza sleale coldirettiRoma, 4 dic. – Con la crisi sono state chiuse in Italia 140mila (136351) stalle ed aziende anche a causa della concorrenza sleale dei prodotti di minor qualita’ importati dall’estero che vengono spacciati come Made in Italy. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Unioncamere relativi ai primi nove mesi del 2013 rispetto all’inizio della crisi nel 2007. L’allarme sulla situazione delle campagne italiane e’ stato lanciato con la mobilitazione “La battaglia di Natale: scegli l’Italia” per difendere l’economia e il lavoro delle campagne dalle importazioni di bassa qualita’ che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane, che ha portato diecimila allevatori e coltivatori al valico del Brennero.

L’obiettivo e’ smascherare il “falso Made in Italy alimentare”, aiutare i consumatori a fare scelte di acquisto consapevoli in vista del Natale e sollecitare le Istituzioni a rendere operativo l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza dei prodotti agricoli ed alimentari. Solo nell’ultimo anno – sottolinea la Coldiretti – sono scomparse 32500 stalle ed aziende agricole e persi 36mila occupati nelle campagne, con impatti devastanti sulla sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini. La chiusura di un’azienda agricola significa infatti maggiori rischi sulla qualita’ degli alimenti che si portano a tavola e minor presidio del territorio, lasciato all’incuria e alla cementificazione.

Sono questi i drammatici effetti di quelli che sono i due furti ai quali e’ sottoposta giornalmente l’agricoltura: da una parte il furto di identita’ e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissa’ quale parte del mondo come italiano; dall’altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori per colpa di una filiera inefficiente. “Stiamo svendendo un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa economica sostenibile e duratura che fa bene all’economia all’ambiente e alla salute” afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare che “l’invasione di materie prime estere spinge prima alla svendita agli stranieri dei nostri marchi piu’ prestigiosi e poi alla delocalizzazione delle attivita’ produttive”.

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Fonte: agi.it

Photo by Sicrea

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