Rilevatori di microspie: 3 errori da evitare

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Il timore di essere spiati, negli ultimi anni, è sempre più frequente. Strumenti tecnologici a volte anche molto sofisticati sono ormai a disposizione non più dei soli professionisti, ma anche del comune privato cittadino. È possibile, quindi, che accada di avere il sospetto che qualcuno abbia posizionato delle microspie in casa nostra o dei nostri cari. Può, dunque, essere utile, per tutelare la propria privacy, fare ricorso a uno strumento in grado di difenderci dalle intercettazioni sgradite: il rilevatore di microspie. Per ottenere i risultati sperati, però, è importante capire bene il funzionamento di questi congegni e quali errori evitare nel loro utilizzo.

microtelecamere nascoste

Rilevatore di microspie: ecco come si usa

Il rilevatore di microspie non è altro che un ricevitore radio capace di captare segnali elettromagnetici trasmessi da un altro dispositivo elettronico che si trovi nelle sue immediate vicinanze. Procedere a una ricerca delle microspie, dunque, è abbastanza semplice. Sarà, infatti, sufficiente avvicinare il rilevatore di cimici intorno a tutte le superfici che si pensi possano essere “a rischio”. Qualora ravvisasse la presenza di una cimice, il rilevatore avvertirà l’utente tramite una vibrazione o un segnale acustico. Ci sono, però, piccoli accorgimenti da mettere in atto per evitare errori che possano compromettere i risultati della bonifica tramite rilevatore di microspie. Eccone alcuni.

1. Non lasciare accesi dispositivi elettronici

Come già accennato il rilevatore di microspie non fa altro che captare segnali elettromagnetici trasmessi da altri dispositivi elettronici. Un primo accorgimento, quando si inizia una bonifica ambientale, dunque, è quello di spegnere qualunque congegno possa interferire con il lavoro del rilevatore. Vanno, dunque, spente radio, televisioni, fax, segreterie telefoniche ecc.

2. Non tralasciare punti apparentemente irraggiungibili

Un errore comune quando si procede alla bonifica elettronica di un ambiente con un rilevatore di microspie è quello di tralasciare punti che sembrano irraggiungibili. È, invece, importante avvicinare il congegno a ogni zona dell’ambiente da bonificare. Se qualcuno ha deciso di applicare microspie in casa avrà fatto tutto il possibile per renderle invisibili e difficilmente rilevabili. Mai tralasciare, quindi, oggetti difficili da raggiungere come lampadari, controsoffittature, mensole o ripiani particolarmente alti. Chi ci spia potrebbe contare proprio su questo.

3. Non sottovalutare le microspie ad attivazione acustica

Altro aspetto da considerare quando si procede alla bonifica di un ambiente con un rilevatore di microspie è che esistono in commercio dei particolari tipi di cimici che si attivano solo quando rilevano dei suoni all’interno della stanza in cui sono collocate. Per evitare, dunque, che il rilevatore non riesca ad individuare questo tipo di microspie è bene ricordare di procedere alla bonifica premurandosi di creare dei rumori abbastanza forti e continui. Solo così le microspie si attiveranno e il rilevatore sarà in grado di localizzarle. Il sistema più semplice è utilizzare una musica di sottofondo, facendo attenzione a non utilizzare dispositivi elettronici che possano interferire con il rilevatore.

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