Tutto quello che c’è da sapere sulle microspie per cellulari

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

In Italia, le intercettazioni telefoniche sono legittime solo se effettuate da determinati soggetti e solo per ragioni molto precise stabilite dalla legge. Nonostante questo, però, non è raro sentir parlare di persone che scoprono che le proprie conversazioni telefoniche sono state intercettate da individui a loro più o meno vicini. In commercio esistono, infatti, vari strumenti che consentono di mettere sotto controllo il telefono di qualcuno, a sua insaputa. Vediamo come funzionano le microspie per cellulari e come fare per proteggere la nostra privacy.

microspie per cellulari

Microspie per cellulari: di cosa si tratta?

Innanzitutto, chi intende intercettare conversazioni altrui, può piazzare microfoni spia all’interno di ambienti in cui ritiene che tali conversazioni si terranno (come ad esempio l’automobile della vittima, o la camera da letto coniugale o la sala riunioni in ufficio). Oltre a essere illegale, però, questo metodo rischia di essere anche poco produttivo perché consente di registrare solo le conversazioni effettuate negli ambienti sotto controllo. Una soluzione molto più efficace (ma pur sempre illegale) è quella di ricorrere a dei software creati appositamente per controllare da remoto tutte le attività svolte dal possessore del telefono sotto controllo. Tramite questi spy software, quindi, sarà possibile sia ascoltare le conversazioni telefoniche che quelle che si svolgono “intorno” al telefono stesso. Il software invierà, inoltre, al telefono del “controllante” tutti gli sms inviati e ricevuti dal telefono intercettato oltre che la sua posizione esatta. Naturalmente, il tutto senza emettere alcun suono né lasciare alcuna traccia sul telefono spiato. La vittima, dunque, non avrà modo di accorgersi di nulla.

Telefono sotto controllo: come scoprirlo?

Come accennato, le microspie per cellulari sono sempre più sofisticate e difficilmente individuabili. I software spia generalmente non lasciano traccia del loro operato sul telefono intercettato. Esistono però alcuni piccoli indizi da cui si può desumere di essere a rischio di intercettazioni telefoniche. Si tratta per lo più di “stranezze” nel funzionamento del telefono: lo schermo che si illumina senza ragione, la batteria che si scarica troppo velocemente, sms da mittenti sconosciuti e dal contenuto insensato, strani rumori o interferenze durante le telefonate o ancora uno spegnimento troppo lungo o una improvvisa e immotivata riduzione del credito. Naturalmente è possibile anche servirsi di strumenti creati appositamente per “scovare” microspie per cellulari. Esistono, infatti, in commercio i rilevatori di microspie (che rintracciano le cimici nascoste negli ambienti) e delle App che vanno installate sul telefono “infetto” e individuano eventuali violazioni dei dati in esso custoditi.

Come difendersi dalle intercettazioni telefoniche

Una volta appurato di essere vittima di intercettazioni telefoniche è importante agire in fretta ed eliminare quanto prima le microspie. A tal scopo, si può tentare di installare un antivirus sul telefono nella speranza che riesca ad individuare lo spy software. Un’altra possibilità è quella di contattare il proprio gestore telefonico spiegando il problema e chiedendogli di bloccare accessi indesiderati alla linea telefonica. È possibile, inoltre, rivolgersi ad agenzie investigative specializzate in bonifiche elettroniche, che sapranno certamente come intervenire per eliminare il problema.

P&P Investigazioni non si serve di microspie per cellulari per lo svolgimento delle proprie indagini, nel pieno rispetto della normativa italiana.

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Rispondi