La separazione dei beni dopo il matrimonio: vantaggi e costi

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separazione dei beni

Adottare il regime della separazione dei beni dopo il matrimonio presenta dei vantaggi per chi intende esercitare l’attività d’impresa, proteggendo al contempo i beni dell’altro coniuge. Tuttavia, arrivare a questo risultato non è immediato né economico. Occorre, infatti, versare un’imposta sul valore dei beni divisi tra le parti, oltre alle spese notarili per la stipula del necessario atto pubblico.

Nella trattazione della disciplina dei rapporti patrimoniali della famiglia, l’attenzione è spesso rivolta alla scelta di costituire un patrimonio comune o meno, ma è importante capire che il momento in cui viene presa questa decisione può produrre delle rilevanti conseguenze dal punto di vista economico.

La regola prevista dal nostro ordinamento è quella della comunione legale. Per cui, dal momento del matrimonio si costituisce un unico patrimonio in cui andranno a confluire una serie di rapporti giuridici.

Rientrano in questa figura gli acquisti effettuati dalla coppia anche separatamente (si pensi all’abitazione familiare), i proventi dei beni di entrambi (ad es. i canoni di locazione di un immobile), l’utilizzo dei redditi professionali, le aziende costituite e gestite da entrambi.

Non tutti i beni però vengono inclusi. Fanno eccezione quelli su cui ciascun coniuge vanti un diritto di proprietà o comunque un diritto reale precedentemente alle nozze, le donazioni o i lasciti testamentari a titolo individuale, nonché tutti quegli elementi legati all’esercizio della professione.

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Fonte: laleggepertutti.it – Angelo Terragno

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