Investigazioni private ed interferenze nella vita privata: quando si supera il confine? 1

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L’articolo dedicato alla sanzione di un detective privato da parte del Garante della Privacy merita una riflessione approfondita sulla questione della tutela della privacy e i limiti imposti dalla legge.

La società investigativa, “per scoprire le furbizie fiscali del cardiologo, aveva utilizzato collaboratori che si erano finti pazienti e avevano raccolto risultanze, anche fotografiche, proprio dal diretto interessato”.

A tal proposito bisogna sottolineare che la professione dell’investigatore privato trova un limite in un dato normativo posto a tutela della riservatezza, l’art. 615-bis c.p. “Interferenze illecite nella vita privata” :

“Chiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora(1), si procura indebitamente(2)  notizie o immagini attinenti alla vita privata (3) svolgentesi nei luoghi indicati nell’articolo 614 c.p., è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo(4).
I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d’ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso da [..] chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato(5).

Note

(1) Si tratta di tutti quegli strumenti che consentono la fissazione di immagini o suoni (macchine fotografiche, cineprese, registratori etc.). Non vi rientrano, pertanto, quei mezzi di acquisizione di notizie, come i microfoni, i pedinamenti etc., che non consentono la fissazione della notizia stessa.

(2) Si discute in ordine al significato da attribuire all’espressione «indebitamente». Secondo alcuni autori, essa imporrebbe al giudice l’obbligo di accertare l’esistenza di una causa di giustificazione; secondo altri autori, invece, l’espressione in esame renderebbe non punibili quei fatti di indiscrezione giustificati da un interesse superiore o uguale a quello tutelato dalla norma.

(3) Ogni luogo in cui un soggetto compie atti della vita privata, non limitandosi con ciò alla definizione di residenza o domicilio, ma comprendendo altresì tutti quei luoghi dove possano essere svolte attività private. A titolo esemplificativo, sussiste il delitto di interferenza illecita nella vita privata quando l’investigatore effettua riprese di un rapporto sessuale all’interno di un’abitazione privata, seppur col consenso del suo titolare, ma all’insaputa del terzo soggetto coinvolto nel rapporto (Cass. 8 marzo 2012 n. 9235).

(4) Affinché ricorra il delitto di divulgazione non è necessario che sia penalmente rilevante la condotta finalizzata all’acquisizione dell’immagine o della notizia, ma è sufficiente che tale acquisizione si realizzi nei modi indicati dal c. 1 della norma.

(5) Per la professione di investigatore privato cfr. artt. 134-137, r.d. 18-6-1931, n. 773 t.u.l.p.s.

Photo by Brian Turner

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One comment on “Investigazioni private ed interferenze nella vita privata: quando si supera il confine?

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