Impianti di videosorveglianza condominiale: maggioranze e limiti

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videosorveglianza condominiale

Per poter installare un impianto di videosorveglianza condominiale è ora necessaria l’approvazione, da parte dell’assemblea, con la seguente maggioranza: vi deve essere un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti all’assemblea ed almeno la metà del valore in millesimi dell’edificio.

Vi sono però una serie di delicati aspetti da non trascurare.

Viene innanzitutto in considerazione il problema, ancora irrisolto, della tutela della riservatezza degli eventuali inquilini con contratto di affitto, che non hanno titolo per esprimere la propria volontà in assemblea. Resta poi il problema del rispetto della normativa sulla privacy che non può essere sacrificata nonostante la suddetta maggioranza assembleare.

Il Codice sulla riservatezza dei dati personali, infatti, subordina sempre l’utilizzo dei dati sensibili a una serie di principi generali: liceità, necessità, proporzionalità e finalità (in base al quale i dati trattati devono essere pertinenti e non eccedenti). Il principio di necessità esclude l’utilizzo di dati di persone identificabili se le finalità del trattamento possono essere realizzate pure con l’impiego solo di dati anonimi.

Dall’altro lato il principio di proporzionalità richiede che l’installazione delle telecamere venga decisa solo in presenza di rischi reali e non affrontabili in maniera adeguata mediante idonei accorgimenti di natura diversa, come la presenza di custodi, l’installazione di porte blindate, di sistemi di allarme e simili.

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Fonte: laleggepertutti.it
Photo by Jonathan D. Abolins

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