Hacking Team braccato per i software spia: “non siamo i cattivi”

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I milanesi di Hacking Team, società finanziata da Regione Lombardia, creano software per intercettazioni usato dai governi di tutto il mondo. L’accusa è di averlo venduto anche a regimi che l’hanno usato per violare la privacy di cittadini, giornalisti e politici.

Da un ufficio di via della Moscova 13, in pieno centro a Milano, vendono software-spia a polizie e governi di tutto il mondo. Hacking Team è, a livello internazionale, una delle maggiori società specializzate nella vendita di programmi di intercettazione con “l’unico scopo di combattere il crimine”. Per attivisti e ong di tutto il mondo, invece, gli hacker che lavorano per questa azienda sarebbero un gruppo di cyber-mercenari senza scrupoli. L’accusa è quella di vendere i programmi anche a governi autoritari. Come Uzbekistan, Kazakistan e Azerbaijan, che avrebbero spiato opposizioni e giornalisti proprio con i programmi sviluppati a Milano.

«Non siamo i cattivi del Web»

Le prime tracce di queste collaborazioni sarebbero già nel dossier Wikileaks, del 2008. L’ultimo appello contro l’equivalente non statale dell’Nsa viene da Privacy International, la più grande organizzazione del Regno Unito nel campo della protezione del diritto alla riservatezza: chiede la fine dei finanziamenti pubblici destinati ad Hacking Team. Ma l’azienda non ci sta a esser bollata come un’organizzazione criminale collusa con governi dittatoriali. “Non siamo i cattivi del Web. La tecnologia è diventata essenziale per la vita di tutti noi, ma sta rendendo più facile il lavoro di terroristi e criminali. E noi li combattiamo”. Commenta così Eric Rabe, portavoce di Hacking Team, nel suo primo colloquio con la stampa italiana.

I fondi dalla Regione Lombardia

In questa società la Regione Lombardia ha creduto e investito attraverso il fondo Next, dedicato all’innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie. E lo spionaggio elettronico è di certo un mercato redditizio. Alberto Trombetta, Ceo di Next, lo aveva quantificato in 60 milioni di euro. Era il 2007, quando Hacking Team, a quattro anni dalla sua nascita, ricevette la prima iniezione di capitali pubblici.

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Fonte: corriere.it

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