Diffamazione su Facebook: a processo per un commento

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diffamazione su facebook

Il caso della giornalista Marina Morpurgo, che ha criticato sul suo profilo una campagna pubblicitaria con protagonista una bambina, arriva in tribunale. E a rischio è la libertà di espressione.

Sulla propria bacheca di Facebook, accessibile solo agli amici, è lecito esprimere liberamente un giudizio motivato di sdegno e riprovazione nei confronti di qualcuno o qualcosa? E’ una manifestazione della libertà di opinione tutelata dalla Costituzione, o si rischia di incorrere nel reato di diffamazione a mezzo stampa? E’ quanto dovrà stabilire un giudice monocratico di Foggia, nel processo che vede imputata la giornalista Marina Morpurgo, per anni inviata de L’Unità e poi caporedattore del settimanale Diario.

Qualche giorno fa il pm della procura foggiana, Anna Landi, ha emesso ai suoi danni un decreto di citazione diretta a giudizio: vale a dire, un provvedimento previsto dall’ordinamento per i reati punibili con una reclusione non superiore ai quattro anni, che non necessita del vaglio di un giudice per le indagini preliminari. L’accusa è appunto quella di diffamazione su facebook, ossia “diffamazione a mezzo stampa” per aver “offeso l’onore” della Scuola di Formazione Professionale Siri, “denigrandone su un social network la campagna pubblicitaria”.

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Fonte: espresso.repubblica.it – Pietro Falco

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