Assenteismo, l’Inps bluffa: le visite fiscali non si fanno più

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visite fiscali INPS

Ma le visite fiscali ci sono oppure no? I dirigenti Inps, con una circolare interna, avevano interrotto l’attività di controllo nel settore privato il primo maggio 2013. Colpa della spending review imposta dalla legge di stabilità, che ha imposto tagli per 500 milioni. Le proteste dei medici, che avrebbero rischiato il lavoro, e le cifre, che denunciavano un costo sociale assai superiore ai risparmi, avevano portato alla marcia indietro. E così il 19 giugno, l’Inps inverte la rotta e comunica la “ripresa” dei controlli. Passata l’estate però, l’Associazione Nazionale dei Medici di Medicina Fiscale (Anmefi) denuncia che i controlli sono calati di oltre il 90%.

E le cose sono peggiori di quello che sembra: in realtà le visite fiscali non sono mai riprese. Se nel 2012 i controlli sono stati 900 mila, nel 2013 si sono ridotti a circa 70 mila. Solo briciole. Per di più, quasi tutte le visite residue sono state effettuate nel corso dei primi quattro mesi dell’anno, ossia prima della sospensione. Di fatto da quella circolare del primo maggio, denuncia l’associazione dei medici, i controlli fiscali non sono più ripresi, se non “in percentuali residue prossime allo zero”.

La motivazione è sempre la stessa: spending review. I costi sociali dell’operazione, però, sono ben più pesanti dei risparmi. Molti lavoratori italiani continuano a essere affetti dalla sindrome del malato immaginario. E a farne le spese sono, come sempre, gli onesti, costretti a lavorare per sè e per gli assenteisti.

I datori di lavoro che volessero verificare se i propri dipendenti sono davvero malati, sarebbero costretti a pagare le visite di tasca propria.

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Fonte: online-news.it

Photo by Davide Papalini

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