Minori contesi: no allo spostamento unilaterale della residenza

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minori contesi

Il Tribunale ordinario di Torino, nell’ambito del procedimento di affidamento di figli nati fuori dal matrimonio, afferma che, anche in caso di cessazione della convivenza, le decisioni di maggiore importanza, come quella di trasferire la residenza anagrafica dei minori contesi, devono essere assunte di comune accordo tra i genitori.

Il caso: la coppia torinese convivente con due figli di 8 e 6 anni, si separa, e dopo due anni la donna decide di ricorrere al Tribunale ordinario per disciplinare le modalità di affidamento e di mantenimento dei minori, chiedendo l’autorizzazione a trasferire la propria residenza anagrafica e quella dei figli in Sardegna, suo luogo di origine.

Dopo la separazione dal convivente, la stessa si era trovata in una situazione economica precaria perché aveva trovato solo lavori occasionali, mentre in Sardegna aveva avuto una seria offerta lavorativa. Inoltre la donna avrebbe convissuto con i suoi genitori che potevano occuparsi anche dei nipoti.

Il padre dei minori si opponeva fermamente allo spostamento dei figli in un’altra regione, rilevando che il trasferimento avrebbe causato un serio pregiudizio per i minori, che sarebbero stati sradicati dall’ambiente sociale e scolastico frequentato, e avrebbero avuto grandi difficoltà a mantenere un adeguato rapporto con il padre a causa della lontananza e della difficoltà di raggiungere l’isola.

Inoltre, in Sardegna ci sarebbero stati solo gli anziani genitori della ex compagna ad aiutarla con i figli, mentre a Torino c’erano i nonni paterni e la sorella della ricorrente, madre di due bambini di età vicina a quella dei loro figli, frequentati abitualmente.

Il provvedimento. La domanda della ricorrente è stata rigettata. Secondo il Tribunale di Torino, in linea con una recentissima sentenza della Cassazione (sentenza 18 settembre 2014 n. 19694), sia la normativa interna che quella sovranazionale ritengono prevalente l’interesse del figlio, specie se minore, su ogni altro interesse giuridicamente rilevante che possa eventualmente porsi in contrasto.

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Fonte: altalex.com – Giuseppina Vassallo

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