Facciamo chiarezza sull’Assegno Mantenimento per Figli

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Quando parliamo di assegno mantenimento figli, inevitabilmente tocchiamo una sfera, quella della famiglia, caratterizzata da molteplici sfumature. Quello del genitore è forse uno dei ruoli più difficili da apprendere. Se da un lato, non esistono regole universali, dall’altro esistono dei doveri, sanciti dal nostro codice civile a cui dobbiamo fare riferimento dal momento in cui decidiamo di sposarci e di avere un figlio. Il Mantenimento dei figli rientra nel grande capitolo dei doveri di assistenza morale e materiale reciproca dei coniugi (articolo 143 del codice civile). Da qui ne emerge l’obbligo di legge di contribuire alle esigenze specifiche della famiglia e, in forma primaria, alla crescita e al sostentamento dei figli.

assegno mantenimento figli

L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO FIGLI MAGGIORENNI

In virtù di tutelare ‘l’interesse superiore delle crescita dei figli’ la legge, attraverso il codice civile, impone hai coniugi divorziati o separati il dovere di mantenere e sostentare la prole. Proprio nel calcolo dell’ assegno di mantenimento è il giudice a identificare in che modo e in che proporzione i genitori debbano contribuire. Sarà infatti lo stesso giudice che valuterà la situazione economica, patrimoniale e reddituale dei genitori e analizzerà le esigenze del minore. Diverso è quando i coniugi, nella procedura di separazione consensuale prevedano una equa distribuzione dei doveri nei confronti del figlio minore, addivenendo un fisiologico accordo tra le parti. Importante è capire che, qualora quest’accordo non venga raggiunto, si concede agli organi giudicanti la più ampia discrezionalità nell’attribuzione del valore dell’assegno di mantenimento e della sua redistribuzione tra i coniugi.

L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO FIGLI MINORENNI.

La legge è molto chiara anche nel caso in cui si parli di un figlio maggiorenne infatti, il diritto al mantenimento di un figlio, continua fino a quando lo stesso non raggiunga la completa indipendenza economica. Il dovere di aiutare e sostenere il figlio decade, non per raggiungimento dei diciotto anni, ma solo quando il figlio sia in grado di occuparsi autonomamente del proprio sostentamento, attraverso un lavoro adeguato alle sue capacità. Anche per questa circostanza sarà il Giudice a calcolare, previa verifica delle intenzioni e delle possibilità del figlio, il valore dell’assegno di mantenimento. In qualsiasi momento però, il tribunale può revocare al maggiorenne il diritto a ricevere l’assegno se lo stesso, messo nelle condizioni di rendersi il più possibile autonomo, non abbia saputo o voluto per scelta volontaria, ottenere la naturale indipendenza. È bene sapere però, che non è sufficiente il raggiungimento dell’indipendenza economica per far decadere de facto il versamento dell’importo. La rivalutazione dell’assegno di mantenimento può cambiare solo attraverso un accordo consensuale o una procedura giuridica.

LE SPESE STRAORDINARIE

Abbiamo visto che “Mantenere e istruire i figli” è un dovere incontrovertibile, tutelato da norme e leggi, ma non per questo scevro da polemiche e dubbi in merito. Uno dei temi più dibattuti e discussi nelle aule dei tribunali riguarda non tanto l’assegno di mantenimento ma le spese straordinarie. La legge su questo tema è un po’ più ambigua e lacunosa perché, ancor prima di definire gli importi, è necessario stabilire cosa rientra in una spesa straordinaria legittima.

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Rispondi