Cassazione: conti correnti e assegno di mantenimento

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separazione e conti correnti

Corte di Cassazione civile, sezione sesta, ordinanza n. 1264 del 26 Gennaio 2015. Se, a seguito di intervenuta separazione personale dei coniugi, il marito movimenta i conti correnti a lui intestati, tanto basta per fondare la decisione del giudice di quantificare l’assegno di mantenimento – destinato, nel caso di specie, sia alla sussistenza della moglie che dei figli, non ancora economicamente autosufficienti – in maniera cospicua.

E’ quanto ha deciso la Suprema corte nel caso in oggetto, rigettando il ricorso promosso dall’interessato.

E’ principio consolidato in giurisprudenza quello secondo il quale “l’assegno divorzile compete al coniuge che sia privo di mezzi, tali da potergli permettere il mantenimento di un tenore di vita analogo a quello tenuto durante la vita matrimoniale”.

Nel quantificare l’ assegno di mantenimento il giudice del merito ha tenuto correttamente conto sia del modestissimo reddito della moglie, sia delle circostanze patrimoniali accadute anche dopo le separazione, come la costituzione di una società per azioni, costituzione avvenuta mediante ingente conferimento di denaro, anche grazie ad una donazione milionaria che il ricorrente ha ottenuto dal padre.

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Fonte: studiocataldi.it – Licia Albertazzi

Photo by Julien Jorge 

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